E allora? Qual è la medicina per guarire dal male del social? Innanzitutto limitare il tempo speso sui vari network.
Ho scritto speso non a caso, perchè per molti il tempo è la vera moneta: se la giornata è fatta di 8/10 ore lavorative e ne passo 5 a cercare nuovi amici con i quali non ho poi tempo di stabilire una solida relazione di business, ne ne restano poco meno della metà per concentrarmi sui miei reali obiettivi.
Personalmente ho visto molto interesse in merito, ma anche tanta disinformazione. Moltissime aziende, ad esempio, partono creando un Profilo Privato per l’azienda ed iniziano ad aggiungere i propri clienti come amici. Mossa sbagliatissima e contro il regolamento di Facebook!
Chi invece va nella giusta direzione, aprendo una Pagina Ufficiale, spesso poi non è in grado di gestirla e l’abbandona a sè stessa o comunque non capisce come convertire i fan in clienti.
Facebook porta a sentimenti contrastanti: il 41% degli intervistati definisce Fb come poco o molto poco utile, ma il 50% lo percepisce invece positivamente come piuttosto utile. Situazione diversa per Twitter: l’88% del totale lo vede positivamente e lo considera uno strumento molto utile, addirittura più utile di Linkedin (74% di giudizi positivi). Friendfeed è invece tutto sommato considerato male, dato il 43% di “mediamente utile” e il 21% di “molto poco utile”. (via Come si usano i Social Media in Italia?)
Small business, social media marketing and life from the bottom up…
Europeans are consumers of social media. Research from both Forester and Global Web Index shows that Europeans are mostly active on social media as a spectator.
They participate, but are mostly not amongst the “creators.”
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